Ricerca Scientifica

ANAT RESEARCH GRANT 2020/2021

Confronto del profilo immunologico, biochimico e genomico tra pazienti con A-T che rispondono agli steroidi e non

Dr. Emilia Cirillo, MD, PhD, Pediatra in servizio presso il Programma di I Livello di Immunologia Pediatrica Diretto dal Prof. Claudio Pignata presso il Dipartimento Materno-Infantile dell’AOU Policlinico Federico II (Napoli)

Diversi studi hanno documentato un effetto benefico del betametasone, un farmaco della famiglia degli steroidi, sui sintomi neurologici e immunologici dei pazienti affetti da Atassia-Telangiectasia. Tuttavia, alcuni pazienti rispondono al trattamento mentre altri non ne hanno beneficio. Lo scopo di questo progetto è quello di studiare in vitro le funzioni e alcuni meccanismi biochimici dei linfociti dei pazienti con Atassia-Telangiectasia, al fine di comprendere meglio la variabilità della risposta al betametasone. In particolare, lo studio si propone di valutare se la variabilità della risposta neurologica agli steroidi è simile al comportamento del linfocita. Inoltre, l’uso di nuove tecnologie “omiche” consentirà una migliore conoscenza dei meccanismi molecolari alla base del diverso effetto del cortisone sui linfociti periferici.

La modulazione dell’autofagia come potenziale approccio terapeutico per l’Atassia Telangiectasia

Dr. Venturina Stagni, PhD, Istituto di Biologia e Patologia Molecolari, CNR Via Degli Apuli 4 (Roma)

Il futuro sviluppo di terapie a bersaglio molecolare per i pazienti con Atassia-Telangiectasia (AT) dipende fortemente dall’approfondire la conoscenza delle vie di segnalazione cellulare regolate dalla chinasi ATM. L’autofagia è una via di segnalazione cellulare fortemente deregolata nelle malattie neurodegenerative e la riattivazione di una normale funzionalità di questa via sembra alleviare fortemente il fenotipo neurodegenerativo in diverse patologie. Lo scopo di questo progetto è quello di studiare il ruolo della regolazione della via autofagica da parte di ATM nella patogenesi di AT, basandosi sulla letteratura recente che individua un ruolo di tale chinasi nella modulazione di tale via di segnalazione cellulare in risposta allo stress ossidativo. Verrà, inoltre, sviluppato un nuovo modello AT nell’organismo modello Zebrafish (D. rerio) che permetterà futuri esperimenti di ‘drug screening’ di nuovi farmaci per AT in vivo.

I deficit della circuiteria cerebellare precedono la neurodegenerazione nell’Atassia Telangiectasia?

Dr. Eriola Hoxha PhD, Istituto di Neuroscienze Cavalieri Ottolenghi, Regione Gonzole, 10 – 10043 Orbassano (Torino)

La scoperta di fattori legati all’atassia cerebellare di un modello murino della A-T, in una fase precoce della malattia, evidenzia l’importanza di un intervento precoce. Miriamo a trovare deficit cerebellari funzionali che precedono la degenerazione, nel modello murino, responsabili dell’atassia. Ci focalizzeremo nel trovare alterazioni di segnali elettrici, alla base della funzione cerebellare. Forniremo informazioni per affrontare il problema della morte cellulare che è causa dell’atassia.


 

ANAT RESEARCH GRANT 2019/2020

Progetto “Terapia genica nella-A-T”

Dr. Manuela Pellegrini, IBCN-CNR, Monterotondo, RM

L’Atassia Telangiectasia (A-T) è una malattia genetica rara causata da mutazioni nel gene ATM. Lo scopo del progetto è di inserire una versione corretta del gene ATM mediante strategia lentivirale in cellule umane di pazienti A-T e in cellule progenitrici ematopoietiche di modelli murini che mancano della proteina. Recuperando l’attività di ATM si prevede la reversione dei fenotipi ematopoietici della malattia, aprendo la rotta per una terapia genica nei pazienti A-T.

 

 

 

 

Progetto “Metabolismo della glutammina nelle cellule A-T”

Dr. Michele Menotta, Dip. Scienze Biomolecolari, Università degli Studi di Urbino

Recenti studi hanno ipotizzato un possibile ruolo della glutammina nella fisiopatologia della malattia ed un eventuale effetto del desametasone a livello metabolico. Il presente progetto si propone di indagare il ruolo del metabolismo della glutammina nelle cellule AT, a livello basale e in risposta al farmaco. I risultati permetteranno di proporre una terapia a base di desametasone per curare i sintomi neurologici e metabolici.